Cosa vedere a Canosa di Puglia, dal Castello al Battistero di San Giovanni

Dal patrimonio storico a quello gastronomico, cosa vedere a Canosa di Puglia per un viaggio alla scoperta di questo importante centro cittadino della regione Puglia. Fra gli edifici da visitare a Canosa, ci sono il Battistero di San Giovanni e i resti del Castello.

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Cosa vedere a Canosa di Puglia dal castello al Battistero
Cosa vedere a Canosa di Puglia, dal patrimonio storico artistico a quello eno-gastronomico, Adobe Stock, © Angelo Chiariello

Cosa vedere a Canosa di Puglia? Una delle perle della provincia di Barletta-Andria-Trani è la meravigliosa città di Canosa, situata a pochi chilometri dal fiume Ofanto. Collocata sul margine nord-occidentale dell’altopiano delle Murge, l’antica cittadina sorge a 105 metri sul livello del mare. Come molti centri limitrofi, anche Canosa fu fondata secondo la leggenda da Diomede, grande eroe della Guerra di Troia. Se da una parte le origini della città affondano le proprie radici nella mitologia greca, l’analisi archeologica ha permesso di individuare tracce di insediamenti abitativi già nel Neolitico. Queste e le altre testimonianze, fanno della città pugliese, un’importante meta per i viaggi turistici.

Cosa vedere a Canosa di Puglia tra reperti e Parchi archeologici

Al periodo dauno, nel territorio canosino, risale lo sviluppo dell’abitato di «Toppicelli». Qui gli archeologi hanno effettuato numerose scoperte come diversi edifici e tombe aristocratiche attribuibili al rango dei cosiddetti «Principi Dauni».

Cresciuto fino a diventare un importante centro commerciale, con un’intensa attività legata all’industria della ceramica, Canosa sarà dapprima legata al mondo ellenico e poi a quello romano, trasformandosi in municipium.

Considerata da sempre uno dei centri archeologici più importanti della Regione Puglia, Canusium offre ancora oggi la visione di un ricco patrimonio artistico. Testimonianze del periodo dauno, lasciano spazio a quelle di epoca imperiale. Non mancano, inoltre, opere paleocristiane e di età medievale.

I Parchi archeologici di Canosa

Tra le zone archeologiche più importanti della città, un ruolo di spicco lo riveste la Basilica di San Leucio. Il sito che sorge su un colle a sud-est della città, fu utilizzato per la costruzione di un imponente tempio dedicato alla dea Minerva.

È probabile che l’opera fu realizzata per celebrare l’alleanza tra i principi dauni e il governo di Roma. Nel corso del tempo la struttura, forse la più grande di tutta l’Italia Meridionale, incominciò a subire un lento declino fin quando non si decise di innalzare una basilica a pianta centrale, dedicata inizialmente ai Santissimi Cosma e Damiano e poi a San Leucio.

Colonne con capitelli ionici e pulvini, tracce di pavimenti musivi tra cui lo splendido mosaico del pavone, caratterizzano l’edificio cristiano. Traccia dell’antico tempio pagano è invece l’enorme capitello corinzio con protome femminile forse Giunone.

Di notevole importanza è anche il Parco Archeologico di San Giovanni con l’omonimo Battistero. Quest’ultimo assieme alla Basilica del Salvatore e a quella di Santa Maria, facevano parte di un grande complesso.

L’edificio a pianta dodecagonale del Battistero di San Giovanni di Canosa di Puglia, con un grande nartece, è giunto a noi grazie alla costruzione di un frantoio ottocentesco che ha mantenuto le antiche strutture.

La fortezza medievale del Castello di Canosa

Citato per la prima volta in un documento datato 5 ottobre 1239, il Castrum Canusii svetta sulla sommità della collina denominata «dei Santi quaranta Martiri». La leggenda racconta infatti che il Castello di Canosa fu decorato con quaranta statue di giovani martirizzati a Roma nel III secolo d.C..

Annoverato in epoca federiciana tra i cinque castelli regi della Terra di Bari, la fortezza continuò ad avere un ruolo di grande importanza anche in epoca angioina. È noto che la struttura assieme a Castel del Monte e il Castello di Trani, fu amministrato dal miles cioè un castellano-cavaliere.

Sorto su preesistenti strutture di epoca bizantina o longobarda, la rocca fu un’importante avamposto militare in epoca normanna. Per la sua costruzione furono utilizzati materiali di reimpiego provenienti sicuramente da edifici di epoca ellenistica e romana.

Grossi blocchi di pietra calcarea andarono a costituire l’impianto del castello che doveva apparire come un esagono con sei torri quadrangolari.

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I reperti del Museo Archeologico di Palazzo Sinesi

Per gli amanti dell’archeologia le sale del Museo Archeologico di Palazzo Sinesi offrono la vista di preziosissime opere. Frutto di una mostra temporanea divenuta poi permanente, gli allestimenti presentano circa 400 reperti tra vasi apuli a figure rosse, ceramica dorata, listata, oggetti in alabastro e anche una corazza anatomica in bronzo.

Non mancano poi i vasi plastici e policromi di Canosa. Tutti provenienti dal prezioso corredo funerario dalla Tomba Varrese scoperta nel 1912. Sono la rappresentazione di quel passato glorioso che vide la città diventare uno dei centri più fiorenti della regione.

Oltre all’Ipogeo Varrese, Canosa ospita altri cinque imponenti strutture funerarie: l’Ipogeo del Cerbero, dell’Oplita, Monterisi-Rossignoli, Scocchera e l’Ipogeo Lagrasta. Quest’ultimo è composto da tre ipogei, datati tra la fine del IV e il I secolo a.C.. Costituiti da camere e vestiboli scavati direttamente nel banco calcarenitico, il più grande è caratterizzato anche dal tradizionale dromos.

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Turismo a Canosa

Ma per gli amanti del turismo Canosa offre ancora molte altre bellezze. Al centro della città ecco la meravigliosa Cattedrale di San Sabino ricca di opere straordinarie come il pulpito di Acceptus, la cattedra episcopale di Romualdus e il Mausoleo di Marco Boemondo d’Altavilla.

Quest’ultimo conserva ancora la porta in bronzo, realizzata da Ruggero da Melfi. Si tratta di una delle cinque ancora presenti in Puglia, tra cui quella di Barisano da Trani nella città di Trani. Alle spalle della Cattedrale, ecco la Villa Comunale.

Qui è possibile ammirare una raccolta lapidaria costituita prevalentemente da manufatti di epoca imperiale. Camminando tra dedali di strade ecco che compare il Tempio di Giove Toro.

L’area, il cui nome deriva dalla scoperta nel sito di una statua di Giove, ospitava in età imperiale, un grande tempio periptero con colonne, alto podio e un’ampia scalinata d’accesso.

Come uno scrigno, Canosa di Puglia continua a stupire con la Domus romana di Colle Montescupolo, rinvenuta casualmente al di sotto di un palazzo. Gli scavi archeologici hanno attestato una frequentazione del sito dall’età ellenistica fino alla tarda età imperiale. La domus di età augustea presentava uno schema ad atrio: qui tutti gli ambienti, orbitavano attorno all’impluvium.

Il patrimonio archeologico, artistico e storico non costituisce però l’unica attrattiva turistica della città. Importantissimo è anche il patrimonio religioso. In una dimensione spirituale, ogni Sabato Santo a Canosa si svolge la processione della Madonna della Desolata.

In questa occasione, una delle feste patronali in Puglia da non perdere, la Statua della Vergine viene portata tra le vie del borgo in una cornice fatta di circa 250 donne, completamente vestite di nero e totalmente incappucciate. Il corteo intona una litania chiamata l’inno della Desolata.

Specialità gastronomiche di Canosa

Canosa è ancora oggi un centro agricolo molto attivo e, pertanto, presenta un ricco patrimonio eno-gastronomico. Molti sono i prodotti DOP e DOC del territorio: la percoca «spiccagnola», i fichi a «scorza amara», l’olio extravergine d’oliva ottenuto da olive coratine, il vino rosso ottenuto dal vitigno autoctono Uva di Troia.

Tra i piatti tipici canosini, gli strascinati di grano arso con il ragù di cavallo o con le cime di rapa, le «marasciul», un’erba spontanea tipica della Daunia e molto simile alla rucola, i cipollotti rossi. Nei ristoranti di Canosa di Puglia si possono assaporare anche fave, cicorie e i «mbriachidd», i taralli dolci al vino bianco.

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