L’uomo e le stelle, un rapporto intriso di stupore e mistero

Il rapporto fra l'uomo e le stelle dura da millenni. Guardare il cielo di notte, illuminato da miliardi di corpi luminosi, è un'eredità tramandata dagli uomini primitivi, dapprima intrisa di superstizione e paura, poi di curiosità e voglia di sapere.

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L'uomo e le stelle in storia, letteratura e religioni
Adobe Stock © raydaddy

Prima ha guardato gli astri con timore. Poi con gli occhi della scienza. Ciò che lega l’uomo e le stelle è un rapporto profondo e viscerale, di quelli destinati a vivere per sempre. Quegli strani oggetti luminosi che scintillano in cielo, all’inizio lo avranno terrorizzato. Comparivano e scomparivano. Sembravano muoversi da est a ovest. Brillando così forte, che sicuramente dovevano essere divinità. Forse anche influire sulla vita terrena. Così, alzare lo sguardo verso l’alto è diventato un gesto naturale. Per preghiera o per paura. Oppure, per curiosità. Ancora oggi, continuiamo a tenere il naso all’insù per ammirare lo spettacolo infinitamente misterioso del cielo stellato. Perché guardare le stelle alzando la testa, è una delle cose più romantiche che abbiamo imparato dai nostri antenati. E che, nonostante l’opportunità di vedere i corpi celesti ingranditi in un vasto oceano di immagini moderne, non intendiamo smettere di fare.

L’uomo e le stelle, storia di un legame profondo

Le stelle nella superstizione e nelle credenze antiche

Il rapporto tra l’uomo e le stelle, comincia molto presto. Già l’uomo primitivo prende l’abitudine di osservare il cielo e da allora non ha più smesso. Anzi, abbiamo finito per rinsaldare questo profondo legame, sottraendo dall’equazione una buona dose di superstizione e aggiungendovi, al contrario, una bella somma di nuove conoscenze.

In passato, il mistero dei corpi luminosi induceva ad escogitare soluzioni divine a fenomeni inaspettati.

Un’eclissi di Sole o di Luna come anche l’apparizione di una cometa, proprio come i terremoti nella mitologia, erano presagi funesti di calamità. Ci sono voluti secoli per imparare a squarciare il velo di mistero che aleggiava sui corpi celesti.

Il fascino di osservare e studiare le stelle

Le spinte propulsive verso l’obiettivo, capire cosa sono le stelle, sono arrivate da Aristotele, Tolomeo e Aristarco. Ad Aristotele, va il merito di aver proposto il primo sistema cosmologico. Tolomeo, nel suo Almagesto, descrive lo strumento dell’astrolabio e il suo utilizzo per puntare le stelle e determinarne la posizione. Aristarco, mette il sole al centro e immagina che sia la Terra a ruotargli attorno.

Da quel momento, teorici, osservatori e uomini comuni, non hanno mai finito di guardare il firmamento in cerca di risposte. Molte sono arrivate in epoca rinascimentale, grazie allo studio di Paolo dal Pozzo Toscanelli.

E’ lui ad osservare, nel 1482, la famosa cometa di Halley, la stessa dipinta nel 1308 da Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova e studiata dall’astronomo inglese Edmond Halley nel 1682. Sarà quest’ultimo, a comprendere che si tratta dello stesso oggetto luminoso che passa a intervalli regolari in prossimità della Terra.

Molte risposte poi sono arrivate con la rivoluzione copernicana. Il rapporto tra l’uomo e le stelle fa un balzo di qualità, quando viene esposta la sua teoria sull’universo, nuova seppur sottoposta ancora ad alcuni dogmi aristotelici.

In particolare, Copernico sostiene che tutte le orbite circolano attorno al Sole e che la distanza sole terra è trascurabile rispetto alla distanza delle stelle.

Il rapporto tra l’uomo e le stelle nella scienza moderna

Ma è con Keplero e Galileo che vengono gettate le basi della scienza moderna. Alcune teorie come gli epicicli, vengono mandate in pensione definitivamente, facendo prevalere le osservazioni su dogmi filosofici e religiosi.

Il rapporto tra l'uomo e le stelle nella scienza modernaCosì, più si va avanti, più si guarda a fondo, volgendo gli occhi all’indietro. Oggi siamo in grado di mettere a fuoco precisamente gli eventi che hanno condotto alla nascita degli astri.

E abbiamo le conoscenze per renderci conto, di essere costituiti di elementi formatisi all’interno delle stelle. Il legame tra l’uomo e l’universo non può che uscirne rinvigorito perché proprio l’evoluzione del secondo, ha permesso la nascita del primo, passando attraverso la formazione delle stelle, degli elementi, dei pianeti e poi della vita.

L’uomo e le stelle nelle religioni: il culto degli astri

Divinità delle stelle

Non c’è da stupirsi se le antiche divinità sono sempre legate al culto degli astri. A qualsiasi latitudine, la risposta più immediata dell’uomo, al movimento dei corpi luminosi e alla loro intangibile distanza, è quella che attribuisce alle stelle un carattere divino.

Dei erano i pianeti nella mitologia romana. Giove era il re degli dei. Saturno il padre di Giove. Mercurio il dio dei commercianti. Venere la dea dell’amore. Marte il dio della guerra.

Nell’Antico Egitto, la scrittura con geroglifici, decifrata a partire dalla scoperta della Stele di Rosetta, rivela una meravigliosa idea del firmamento. Il dio cielo è Nut, divinità femminile rappresentata con il segno di un vaso, contenente l’energia primordiale.

Ma l’espressione che più colpisce è quella del cielo stellato, da tradurre con “un migliaio è la sua anima”. La moltitudine di punti luminosi che brillano di notte, è dunque l’anima che infonde la vita in Nut.

Ma il rapporto con la volta celeste è definito anche dal Dio sole che è Ra e il disco solare che è Aton, venerato da Akhenaton e Nefertari. Solare, è pure la divinità del Sol Invictus, sotto l’imperatore romano Costantino.

Una leggenda azteca racconta che il primo sorgere del Sole e della Luna, sia avvenuto dopo il sacrificio di due dei, disposti a gettarsi nel fuoco, per illuminare il mondo.

Miti dell’influsso delle stelle sulla vita umana

In Cina, invece, il mito delle “Costellazioni raggirate”, rivela l’inganno con cui un commerciante di Ssechuan, non riuscendo ad avere figli, fosse riuscito a imbrogliare le stelle e a ribaltare l’influsso negativo che avevano sulla sua stirpe maschile destinata alla morte prematura, vestendo da femmine i suoi figli maschi.

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Il rapporto fra uomo e stelle in letteratura

L’idea delle stelle nel Cantico delle creature

Quel filo invisibile che tiene uniti l’uomo e l’universo, è entrato in molte opere letterarie. Talvolta intriso di romanticismo, talaltra di un intenso senso di fratellanza. San Francesco d’Assisi guarda al Sole e alla Luna come al fratello e alla sorella dell’uomo, secondo un’idea di armonia che permea tutto il creato.

Il famosissimo testo del Cantico delle creature recita “Laudato sii, o mio Signore per Sora Luna e le Stelle: in cielo le hai formate limpide, preziose e belle”.

Sedotti dall’influsso del cielo notturno, molti altri autori hanno realizzato indimenticabili opere scritte. Poeti e narratori, affascinanti dall’opportunità di sciorinare attraverso la loro penna, il tema di l’uomo e le stelle nella letteratura, hanno tramandato ai posteri splendidi lavori.

Le più famose opere letterarie dedicate alle stelle

Fra gli scrittori del Novecento, Giuseppe Fanciulli descriveva gli astri così. “Sono occhi aperti sulla terra; in essi trema l’anima del cielo; guardano, ridono, invitano; confidano un segreto e tanti silenziosamente ne scrutano“.

Al cielo si affidano i desideri umani ma anche le sofferenze. Le stelle cadenti diventano gocce di lacrime in X agosto, la poesia che Giovanni Pascoli dedica al padre defunto.

Il loro moto ha una causa speciale. “E’ l’amor che muove il sole e le altre stelle”. Lo scrive Dante Alighieri nella cantica del Paradiso. Gabriele d’Annunzio, dedica invece una sorta di preghiera al cielo stellato: “Laudata sii per la tua pura morte, o Sera, e per l’attesa che in te fa palpitare le prime stelle”. 

Indimenticabile e celebre, è  Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry, un capolavoro della letteratura che ha, sullo sfondo, uno scenario di stelle. In quest’opera, un principe di un asteroide precipita sulla Terra e incontra un pilota d’aereo.

Sono solo alcune, delle numerose testimonianze di un vincolo intimo ed eterno come quello tra uomo e stelle.

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