Pompei, analisi Dna rivela che l’ultimo abbraccio è tra due uomini

Le analisi del Dna condotte sui corpi di due vittime di Pompei, hanno svelato che si tratta di uomini, distesi vicini nell'ultimo disperato abbraccio prima della morte.

0
288
A Pompei, le analisi del Dna rivelano che l'ultimo abbraccio è fra due uomini

A Pompei, attraverso l’analisi del Dna è stato possibile identificare l’ultimo abbraccio tra due uomini. La scoperta ribalta le precedenti convinzioni. Quei corpi rivenuti distesi e vicini nella casa del Criptoportico, nel 1914, avevano fatto pensare all’allora Soprintendente Vittorio Spinazzola, che appartenessero a due donne. I più recenti studi antropologici hanno svelato la vera identità dei corpi. Appartengono ad un individuo adulto di più di 20 anni e ad uno più giovane di circa 18 anni.

Le analisi del Dna ribaltano il sesso dei due corpi

Le analisi del Dna hanno permesso di appurare che il sesso della vittima più giovane è sicuramente quello di un uomo. Con molta probabilità lo è anche quello del secondo corpo. Tuttavia ciò resta solo un’ipotesi in quanto il Dna risulta molto degradato.

La ricostruzione della sequenza di Dna è stata effettuata su alcuni campioni, costituiti da un dente e da frammenti ossei. Le analisi avevano anche lo scopo di verificare eventuali rapporti di parentela per linea materna. Ma non è stato possibile dimostrarlo.

Le analisi eseguite sui resti ossei contenuti nei calchi di gesso degli antichi pompeiani non sono terminate. I risultati della ricerca, di cui è responsabile il professor Stefano Vanacore, saranno disponibili solo nel mese di giugno.

LEGGI ANCHE: I TESORI DEI VENERDI’ DEI DEPOSITI AL PARCO ARCHEOLOGICO DI PAESTUM

Pompei, le vittime erano amanti?

La rivelazione del sesso dei due corpi ha fatto avanzare, da alcune parti, l’ipotesi che le due vittime di Pompei potessero essere amanti. Un’idea che sarebbe corroborata dalla particolare posizione, affiancata e con il capo di uno vicino al grembo dell’altro. Il soprintendente Massimo Osanna ha dichiarato: “Certo, ma è difficile averne la certezza. Si tratta dell’ennesima prova che Pompei non finisce mai di stupire“.

Riproduzione riservata

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked

Accetto i Termini e le Condizioni sulla Privacy Policy