Sustainable Art Prize 2017: vince La terra dei fiori di Sasha Vinci e Maria Grazia Galesi

Il Sustainable Art Prize 2017, il premio dell'Università Ca' Foscari di Venezia e ArtVerona va al collettivo formato da Sasha Vinci e Maria Grazia Galesi per la declinazione che gli artisti hanno proposto del tema della sostenibilità.

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La Reggia di Caserta ospita la mostra La Terra dei fiori di Vinci-Galesi, vincitori dei Sustainable Art Prize
Vinci-Galesi, Mutabis (Cava di argilla), 2016, stampa su carta Hahnemuhle, cm 45 X 75, ph. A. Zangirolami, courtesy of the artists and aA29, Milano e Caserta

È stata un successo la mostra La terra dei fiori di Sasha Vinci e Maria Grazia Galesi. L’esposizione allestita alla Reggia di Caserta da maggio a giugno 2017 e dedicata al tema della sostenibilità ambientale, sociale e politica, ha permesso al duo Vinci – Galesi di vincere il Sustainable Art Prize 2017, il premio dell’Università Ca’ Foscari Venezia in collaborazione con ArtVerona 2017.

Sustainable Art Prize a Sasha Vinci e Maria Grazie Galesi

I vincitori sono stati presentati ad ArtVerona dalla galleria aA29 Project Room, con sedi a Caserta e Milano. La giuria ha motivato il Premio come segue: “Vinci/Galesi hanno convinto per la dedizione a dir poco genetica con cui affrontano i temi della sostenibilità ambientale, sociale e politica.

Ha colpito, inoltre, la loro capacità di tradurre tale impegno in progetti esteticamente risolti e particolarmente efficaci dal punto di vista comunicativo. Si è apprezzata, infine, l’onesta e disponibilità di Vinci/Galesi al coinvolgimento del territorio e delle comunità, che emerge quale cifra caratteristica dei propri interventi.

Il progetto La terra dei fiori

La terra dei fiori, il progetto di Vinci/Galesi, a cura di Daniele Capra, propone una contro mitologia. Gioca sui forti contrasti e avvicina la terra dei fuochi, disseminata di scorie tossiche e avvelenata dalla malavita, alla terra dei fiori, luogo in cui crescono gerbere e crisantemi, simbolo di rigenerazione, bellezza e spiritualità.

Il progetto fa ricorso a opere fotografiche, video, disegni e documentazioni, per raccontare le storie di un luogo e i luoghi dimenticati segnati da abbandono, trascuratezza, degrado civile.

A questo contesto così martoriato, si contrappone il rigoglioso germogliare della natura, elemento di meraviglia, espressione della volontaria ricerca di riscatto.

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